Cuba in 16 giorni

Diritti d’autore

Hasta la victoria, siempre!

€5,00

Ho visitato Cuba in lungo e in largo, a bordo di una macchina cinese che ha superato senza dubbio le mie aspettative: veloce, compatta e resistente alle mille buche delle strade cubane.

La parte che ho amato di più di Cuba è sicuramente Santa Clara, città dove si concluse la conquista del Paese con lo storico “tren blindado”. L’esperienza migliore pero’, si e’ consumata nelle case particulares: gli sguardi felici delle persone che mi hanno accolta, la voglia di conoscere nuove culture, due giovani ragazzi che, nella loro povertà, mi hanno aiutata quando l’ospedale era l’unica soluzione percorribile per il mio malessere. Come in Thailandia, anche a Cuba la vita di un Paese raccontata da chi ogni giorno costruisce, con le proprie mani, un pezzo della casa dove crescerà la sua famiglia, non ha prezzo. E allora non ci si può sdebitare se non con della frutta raccolta nelle coltivazioni della Valle de los Ingenios, con il racconto di alcuni preconcetti del tutto sconosciuti alla massa cubana che considera libertà il sedersi a mangiare un gelato con uno straniero, con il racconto del sistema scolastico italiano o della cronaca internazionale, a molti cubani sconosciuta.

Cuba è un Paese che per molti può sembrare scontato, noto per i sigari fumati sorseggiando del Ron sul lungomare delle magnifiche spiagge bianche. Cuba in realtà è molto altro e in questa pagina potrete trovare la pianificazione di un viaggio che unisce la storia cubana con la bellezza della natura, in certi luoghi ancora incontaminata.

Per maggiori dettagli sul viaggio scaricate il programma completo CUBA_Tour di 16 giorniCUBA_16 Days Tour

Itinerario di viaggio 

Principali opere da vedere: Storia della rivoluzione cubana da Santiago de Cuba a Havana; mare caraibico; flora e fauna incontaminati, di una bellezza straordinaria
Sapori tipici: Ron cubano, Sigari cubani, Canchànchara, frutta cubana in ogni casa particulares (la più ricercata a Santa Clara)
Shopping: Souvenir: Trinidad è stata la mia meta preferita | Sigari: Al nord di Cuba potrete comprare ottimi sigari | Rum: a Santiago de Cuba, proprio nel Museo del Ron, potrete scegliere tra molte tipologie di Rum.
Tempo stimato: 16 giorni a disposizione
Prezzo stimato: 2900 CUC/persona
Mezzi di trasporto: Automobile, Taxi, A piedi

Giorno 1 – Arrivo Havana

L’aeroporto di Havana è stato indimenticabile: il tramonto che colorava di giallo i taxi cubani, il parcheggio semi-deserto e la maggior parte dei “negozi” chiusi. In quel momento temevo davvero che anche l’agenzia presso la quale avevo prenotato l’auto a noleggio mi avesse abbandonata! Arrivati a Cuba sforzatevi di dimenticare qualsiasi forma di organizzazione..a Cuba ci vuole pazienza, e non poca! Ho aspettato la consegna dell’auto per più di un’ora…ed era esattamente di fronte ai miei occhi!!

Se arrivate di notte, preparatevi al caos più totale lungo le strade. Non mi riferisco al traffico soffocante della nostra capitale, ma alla fiesta continua a cui i cubani amano partecipare lungo le strade: persone che chiacchierano al centro delle vie, animali che sostano o attraversano intere carreggiate, Chevrolet che sfrecciano e lasciano dietro di sè il fumo di un carburante non così molto raffinato.

Per non parlare della difficoltà nel trovare la via della mia Casa Particulares. Sono partita preparata dall’Italia, ma una volta giunta a Cuba è stato tutto inutile! Ho impiegato circa un’ora e una decina di persone prima di arrivare a destinazione…tra la preoccupazione della mujer che mi stava carinamente aspettando a mezzanotte!

Giorno 2 – Havana parte 1

Questa giornata è dedicata alla scoperta del centro storico, molto variegato dal punto di vista architettonico e ricco di opere da vedere.

Iniziamo la giornata con la visita alla splendida Plaza de la Catedral, piazza che racchiude la Catedral De San Cristobàl De L’Avana, il Palacio de los Marqueses de Aguas Claras, il Centro de Arte Contemporanea Wilfredo Lam e altre mille opere che portano alla scoperta della zona più viva di Cuba.

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Dopo un pranzo veloce da Doña Eutimia, la visita della capitale di Cuba procede verso la parte più antica e meno contaminata di Havana: quella di Plaza de Armas e Plaza Vieja. Lungo questo percorso, un pò per caso, ho scoperto una galleria d’arte meravigliosa (Galeria d’Arte Casa Carmen Montilla), il cui ingresso è libero e si possono ammirare e comprare alcune opere.

Passando per Calle Mercaderes, la via più animata e turistica di Havana, fino alla Calle Obispo, la giornata si conclude con una favolosa cena al Cafè Laurent con vista sul Malecòn del Vedado, il tutto a prezzi assolutamente bassi!

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Giorno 3 – Valle Viñales

Lasciata la Capitale mi sono diretta verso una splendida cittadina immersa nella Provincia di Pinar del Rìo. L’impatto con l’autostrada cubana è stato incredibile: dimenticatevi anche le più semplici infrastrutture e immaginate intere carreggiate sparse di buche, di turisti e cubani che camminano in mezzo alla strada, di cavalli che attraversano e proseguono il loro viaggio contromano. Devo dire però, che questa follia funziona: gli animali sembrano essere più importanti delle Chevrolet che sfrecciano lasciando alle proprie spalle nuvole di fumo nero.

Arrivata a Viñales non vedevo l’ora di vedere il Mural de la Prehistoria, un immenso murales che simboleggia la teoria dell’evoluzione dipinto su una roccia che richiese il lavoro di ben 18 persone per 5 lunghi anni.

Dopo questa splendida opera mi sono diretta alla città di Viñales, che abbaglia per i mille colori delle abitazioni. Viñales è una cittadina molto turistica e per molti versi vi sembrerà di essere in una qualche località marittima italiana, ma se vi capiterà di entrare nell’ex-change locale ritroverete i vecchi sapori della vera Cuba. La lentezza di questo Paese può essere snervante, ma quella di un vecchio signore cubano che guarda ogni singola banconota con un’attenzione maniacale è pura stravaganza!

Il pezzo forte di questa giornata è sicuramente il pranzo al Balcòn del Valle, un ristorante immerso nella Valle dove vi sembrerà di mangiare sospesi nel vuoto. Il menù è molto casereccio e non scorderò mai il pescado frito che ho ordinato, e che bontà!

Dopo il pranzo mi sono diretta alla Cueva del Indio, antica dimora indigena. Questa grotta è di notevole bellezza e al termine della visita salirete su un imbarcadero che vi condurrà all’esterno. L’ultima tappa di questa giornata è dedicata alla Valle del Silencio: una passeggiata che vi consentirà di ammirare la Provincia di Pinar del Rio!

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Giorno 4 – Havana parte 2

Lasciate le bellezze di Valle Viñales, la mattina inizia con il Castillo de San Salvador de la Punta, uno dei quattro forti a difesa del porto di Havana, con il museo che espone, tra gli altri, i reperti dei galeoni spagnoli affondati a Cuba. Di fronte al Castillo troverete il Parque de los Enamorados, dove potrete sedervi sotto gli alberi e ammirare il Castillo de los Tres Santos Reyes Mangos del Morro, dall’altro lato della riva.

Dopo una breve sosta in questo parco, è giunto il momento di dirigervi verso il vero polmone nero della capitale, rifugio degli scarichi degli autobus tipici cubani: il Parque Central che vi condurrà al Capitolio Nacional, prima sede del Parlamento cubano e oggi sede della Biblioteca Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Ormai avete visitato la capitale in ogni sua sfaccettatura, ma vi manca ancora un pezzo: Plaza de la Revoluciòn, progettata negli anni ’20 da Forestier, parte della “città nuova”. In effetti, questo quartiere non rispecchia per nulla il centro caotico e le case spesso circondate da calcinacci che potete trovare a Centro Havana. Plaza de la Revoluciòn, è oggi il cuore del Governo cubano ed è circondata dai motti della rivoluzione, presenti oggi sull’attuale edificio che ospita il Ministero dell’Interno. Al centro della piazza è inevitabile scorgere il Memorial de Josè Martì, con la sua imponente statua. La visita di Havana non poteva saltare la Necrópolis Cristóbal Colón, uno dei più grandi cimiteri del continente americano che si estende per 56 ettari.

Rientrando nel Vedado, più volte sono passata di fronte a quello che sembrava essere un semplice parco, ma che in realtà nascondeva una delle gelaterie più famose di Cuba: Coppelia. In molti mi avevano spiegato della distinzione tra turisti e cittadini cubani, ma fino a quel momento stentavo a credere che un popolo che per anni si è stretto per la rivoluzione e che ancora oggi risulta discriminato dai vicini americani, ripagasse i turisti con la stessa moneta. All’ingresso sono presenti due “gelaterie”: quella per i Cubani, alla quale si accede solo con i pesos, e quella per turisti dove potete pagare con i CUC: immaginate il classico capanno sul retro delle nostre sagre paesane. Ovviamente la delusione è stata forte, ma ancor di più quella delle mujeres che mi hanno ospitato alle quali ho raccontato l’accaduto. Vi consiglio di recuperare qualche pesos e di provare il “vero” gelato dei cubani!

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Giorno 5 – Santa Clara

Dopo aver affrontato l’autopista Havana-Viñales, nulla mi avrebbe più fermata, così sono partita alla volta di Santa Clara, una delle città che porterò sempre nel cuore. Santa Clara è la città dove si concluse la Rivoluzione Cubana, con l’assalto al tren blindado, oggi diventato un museo. Nel mese di agosto molti musei di Cuba sono chiusi (come  la Fabriqua de Tabacos Constantino Pèrez Carrodegua), quindi ho potuto dedicarmi alla scoperta di ogni singola via di questa incantevole città: conosco molte persone che hanno preferito Trinidad a Santa Clara, forse per i caratteristici ciottoli e le case che sembrano fatte di marzapane. Santa Clara, a differenza di Trinidad e delle altre città che sono state punti importanti della Rivoluzione, ha scelto di diventare all’avanguardia, soprattutto dal punto di vista culturale.

La visita di Santa Clara inizia con l’imperdibile Conjunt Escultorico Comandante Ernesto Che Guevara. Sono passata di fronte a questo monumento quasi per caso, in macchina, e devo dire che è davvero imponente, non tanto per le dimensioni, quanto per la bellezza e per l’impersonificazione della Rivoluzione. Le città cubane sono cosparse in ogni luogo dei motti rivoluzionari a sostegno del Che, ma questo Conjunt Escultorico è in grado, con una sola statua, con qualche frase e con la ricostruzione delle tappe del lungo viaggio che hanno portato alla liberazione del Paese, di simboleggiare l’unione di un popolo.

Arrivati a Santa Clara e passeggiando per le vie limitrofe al Parque Vidal, punto focale del centro di Santa Clara, non potete perdere Catedral de Las Santas Hermanas de Santa Clara de Asís, costruita tra mille polemiche a seguito della demolizione della Chiesa del Parco.

Attraversando il Parque Vidal e la Boulevard raggiungerete il famosissimo Monumento a la Toma del tren blindado, che nel 1958 è stato fatto saltare in aria per porre fine alla dittatura di Batista. Proseguendo lungo la strada principale di questo monumento, in direzione opposta alla Boulevard, troverete l’Estatua de Che y Niño, opera che neanche i cubani conoscono e simbolo delle generazioni future.

Imperdibile è la Loma del Capiro, punto panoramico e strategico per la battaglia di Santa Clara, che vi consente di ammirare la città dall’alto, salvo intemperie!

Dopo tutto questo girovagare, non potrete sicuramente non fermarvi al Restaurant Florida Center, ristorante piuttosto alla moda per essere a Cuba e in pieno centro, a 2 passi da Parque Vidal!

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Giorno 6 – Cienfuegos

Lasciati alle spalle Santa Clara, ci dirigiamo verso Cienfuegos, terra dei primi colonizzatori francesi. La visita alla città inizia al centro di Cienfuegos, dove, attorno al Parque Josè Martì potrete trovare alcune tra le più belle opere.

Iniziamo dal Teatro Tomàs Terry, dove, nel 1059 ha suonato l’Aida di Verdi: tuttora questo teatro viene utilizzato per spettacoli locali ed è sicuramente una delle opere da non perdere! Nel parco potete trovare anche l’Arco de Triunfo dedicato all’indipendenza cubana e, sul lato opposto, la Catedral de la Purisima Conception. L’ultima visita al centro città spetta al Museo Provincial, dove è esposto un riassunto della storia di Cienfuegos.

Lasciato il centro città dirigetevi verso il Malecòn, un bellissimo lungomare dove, in agosto potrete trovare anche il carnevale! Percorso tutto il lungomare arriverete sulla punta di Cienfuegos, Punta Gorda dove potrete rilassarvi ad ammirare uno splendido panorama dal ristorante Pelicano.

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Giorno 7 – Trinidad

Dopo aver girato in lungo e in largo il nord di Cuba è giunto il momento di addentrarci verso la costa occidentale più famosa di questo Paese: quella della provincia di Trinidad! Trinidad è una città incantevole, dove il tempo sembra effettivamente essersi fermato tra i ciottoli delle vie del centro città. Sono in molti i turisti che si innamorano di Trinidad e che vi sostano forse più del necessario, anche solo per passeggiare qualche ora in più tra le vie di marzapane, ascoltando il rumore degli zoccoli dei cavalli ottocenteschi.

Il nostro viaggio alla scoperta di Trinidad inizia con la Casa Templo de Santeria Yemayà, museo dedicato alle tradizioni santere, per poi dirigerci verso il Convento de San Francisco de Asìs. La zona che ho preferito di Trinidad è sicuramente quella attorno a Plaza Mayor, con la Iglesia Parroquial de la Santisima Trinidad.

Imperdibile in questo viaggio è la sosta alla Taberna la Canchànchara, dove potete sorseggiare la Canchànchara (cocktail a base di rum, miele, limone e acqua) ascoltando i musicisti che si esibiscono proprio davanti ai vostri occhi. Vi consiglio di godervi questo momento di relax prima di cena, rigorosamente alla Vista Gourmet, ristorante con vista su tutta Trinidad.

Anche Trinidad, come le altre città cubane, è ricca di musei che, ad essere sincera, la maggior parte mi hanno un pò delusa. Nella brochure completa di questo viaggio troverete indicazioni utili anche per la visita ad almeno due dei musei principali di Trinidad, come il Museo Nacional de la Lucha contra Bandidos e il Museo Historico Municipal. Il mio consiglio però, almeno a Trinidad, è quello di perdervi tra le vie della città e confondervi con la gente. Sedervi su un marciapiede, probabilmente dissestato, e guardare dalle finestre di una scuola di danza i cubani che ballano, rilassarvi su un gradino di una habitaciòn e lasciare scorrere il tempo indicando i turisti che si affannano alla ricerca di un souvenir locale.

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Giorno 8 – Valle de los Ingenios

A poche decine di chilometri da Trinidad si estende la Valle de los Ingenios, terra di proprietari terrieri che possedevano ettari di piantagioni o zuccherifici nei quali lavoravano gli schiavi, anche provenienti dalla Cina. La Valle de los Ingenios si articola in 5 tappe principali: Sitio Guaimaro, Casa Guachinango, Manaca Iznaga, San Isidro de los Destiladores e il Mirador de la Loma del Puerto.

Il primo sito, il Sitio Guaimaro, è quello che ho preferito: ad accogliervi troverete una signora di mezza età che vi farà da guida (in lingua spagnola) in questa tenuta che, nel primo Ottocento, apparteneva al mercante Don Mariano Borrell. Sicuramente lo stato di conservazione del Sitio non è paragonabile a quelli italiani, ma vi assicuro che questa casa è stata una delle architetture cubane che più ho preferito!

Terminata la visita al Sitio Guaimaro, spostatevi verso Casa Guachinango, costruita per volontà del mercante Don Mariano Borrell verso la fine del XVIII secolo. Durante la mia visita la Casa era chiusa, quindi ho potuto godermi appieno l’immenso parco che vi gira attorno, fitto di coltivazioni di caffè e banane. Lungo la strada principale troverete anche un passante ferroviario ormai non più utilizzato.

Manaca Iznaga è forse il sito più famoso e visitato della Valle de Los Ingenios, dove si erge la Torre, alta 44 metri, circondata da una piantagione costituita nel 1750 e successivamente acquistata da Pedro Iznaga, uno degli uomini più ricchi della storia cubana grazie alla tratta degli schiavi. Oggi, da questa torre, potrete godervi con una discreta tranquillità il panorama e veder passare anche il treno della Valle de Los Ingenios! Al fianco della torre è presente l’ex casa padronale di Iznaga, oggi adibita a ristorante dove vi consiglio di provare i dondoli per due!

San Isidro de los Destiladores è invece il sito archeologico della Valle dove potete trovare i resti delle vecchie case degli schiavi che lavoravano nello zuccherificio controllati dai proprietari terrieri. Lo zuccherificio è stato costruito nel 1830 e, cessata la produzione nel 1890, gli edifici principali furono abbandonati. In questo sito archeologico troverete anche una guida (in lingua inglese o spagnola). Questo sito vale sicuramente il viaggio!

La mattinata non poteva concludersi senza la visita al Mirador de la loma del Puerto, punto panoramico dove potrete rilassarvi ammirando l’intera Valle de Los Ingenios. Per i più avventurosi, è possibile anche attraversare la vallata appesi ad una corda!

Dopo aver pranzato al ristorante del Mirador, dirigetevi verso al spiaggia più famosa della costa occidentale di Cuba: Playa Ancòn. Questa spiaggia è ad ingresso libero, a differenza delle molte spiagge italiane: dovrete solo pagare il parcheggio! Se desiderate soggiornare in questo piccolo angolo di paradiso, troverete tre principali resort, anche se vi consiglio di passare qualche giorno nelle spiagge di Guardalavaca!

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Giorno 9 – Camagüey

La mia avventura verso Camaguey non è stata delle migliori. A Trinidad ho avuto dei problemi di salute ho dovuto ritardare il viaggio verso questa Provincia al confine con Las Tunas.

Il viaggio da Trinidad a Camaguey è molto lungo: vi consiglio infatti di sostare qualche ora a Sancti Spiritus, generalmente sottovalutata dai turisti, ma ricordata da molti per il tipico frutto “guayaba”. Il centro città può competere con quello di Trinidad, ad eccezione dei ciottoli e dei cavalli ottocenteschi!

Una volta arrivati a Camaguey resterete sicuramente stupiti: questa città è forse la più vicina al mondo occidentale. Purtroppo mi sono goduta poco Camaguey, fondata nel 1514 da Diego Velàzquez e cresciuta molto rapidamente dal XVII secolo. Nel 2014 la città è stata restaurata in occasione del quinto centenario dalla sua fondazione e oggi la sensazione che si prova camminando per le vie di questa città è quella di essere in una delle provincie più ricche di Cuba.

Camaguey non è molto grande e non farete fatica a visitare tutti i suoi punti migliori, a partire dal Parque Ignacio Agramonte circondato dalla Casa de la Diversidad e dalla Casa de Arte Jover.  Plaza San Juan de Dios è invece la piazza più stravagante di Camaguey, dall’aspetto messicano circondata da case coloratissime!

Non sono molte le attrattive di questa città, ma sicuramente dovrete trovare del tempo per dedicarvi ad una passeggiata lungo La Boulevard e per una cena al Restaurante Lucky de Ferra’s Club. Se deciderete di seguire i miei consigli e sceglierete la casa particulares che vi ho indicato farete colazione in una splendida terrazza con vista sui tetti della città e la famiglia che vi accoglierà vi procurerà uno sconto in questo ristorante e un cocktail gratis!

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Giorno 10 – 11 – Santiago de Cuba

Superate le lunghissime ore di viaggio che separano Trinidad da Camaguey pensavate di aver dato il meglio di voi! E invece la distanza che separa Camaguey da Santiago de Cuba è di ben 5 ore di auto!

Come per Camaguey, anche qui il mio consiglio è quello di sostare lungo il tragitto nella Provincia di Las Tunas, regione di cowboy vestiti in pelle e famosa per le feste serali lungo le strade. La differenza tra le aree limitrofe a Camaguey è notevole: più ci si avvicina a Santiago de Cuba più aumenta la povertà dei cubani e tornano a farsi vedere le case costruite solo per metà.

Prima di partire per Cuba, in molti mi avevano parlato della netta differenza economica tra il nord e il sud eppure stentavo a credere che Santiago fosse così. Santiago è la madre della rivoluzione cubana: tutto è partito da qui. La sensazione che ho avuto quando sono arrivata a Santiago de Cuba è stata quella di una città ferma, immobile, colpita da mille ferite ancora aperte. Una città alla quale non è stato dedicato il giusto riconoscimento per le battaglie affrontate, a differenza di Santa Clara. A Santiago ogni singola persona aspetta, ogni cubano aspetta seduto sui gradini di casa e guarda ancora al passato.

A Santiago, come in nessun altra città cubana, si respira la Rivoluzione, si respirano le lotte. Dopo essere uscita dal Cuartel Moncada era tutto chiaro, ogni singolo passaggio della storia cubana: nessun museo prima in vita mia ha saputo colpirmi così tanto, al punto di uscire dalla porta, guardare i buchi delle cannonate sul muro e immaginarmi ogni singola battaglia. Questo è un luogo che inevitabilmente ti segna, oggi diventato una scuola, la “Ciudad Escolar 26 de Julio”, in memoria del memorabile scontro tra Castro e le truppe di Batista, in quell’occasione vittoriose.

L’impatto con Santiago è stato sconvolgente, è questa l’unica parola che oggi mi sento di usare: sconvolgente per la potenza dell’aria, nella quale si sente ancora la puzza della polvere da sparo, sconvolgente per l’impassibilità della gente, sconvolgente per la povertà vissuta senza speranza.

Vi consiglio di iniziare questo viaggio alla scoperta di Santiago proprio con la visita al Cuartel Moncada, per poi dirigervi verso il centro città, dove attorno al Parque Céspedes si respira un’aria più frivola.  E’ qui che potrete ammirare la Catedral de Nuestra Señora de la Asunción dove avete la possibilità di salire sulla torre e ammirare l’intero panorama.

Oltre alla Cattedrale sono presenti: il Museo del Ron, dove potete assaggiare e acquistare del Ron da portare in Italia, il Museo Municipal Emilio Bacardì Moreau, il Museo Carnaval dedicato alla storia del Carnevale di Cuba e la Casa de Diego Velázquez, edificio più antico di Cuba e restaurata degli anni 60.

Dopo un veloce pranzo al Ristorante e Bar dell’Hotel Casa Granda, dirigetevi verso il mare, sostando al Balcòn Velàzquez, punto panoramico e sito di un antico forte spagnolo.  Un’altra delle tappe immancabili a Santiago è il Museo de la Lucha Clandestina che illustra la lotta clandestina contro Batista negli anni ’50. Di fronte a questo museo troverete la Casa di Fidel Castro dove visse dal 1931 al 1933.

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Giorno 12 – 16 Guardalavaca 

A pochi chilometri da Santiago si erge il Castillo del Morro, patrimonio dell’UNESCO e progettato nel 1587 da Giovan Battista Antonelli per difendere Santiago dagli attacchi dei pirati. Da questo Castello potrete godere di una vista ineguagliabile, sia verso il mare che verso il Porto di Santiago, prima di partire alla volta di Guardalavaca.

La zona di Guardalavaca racchiude le spiagge più belle di Cuba (amata anche da Cristoforo Colombo), ad esclusione degli isolotti al Nord Ovest raggiungibili solo tramite voli interni (come Cayo Largo o Cayo Coco). Guardalavaca si divide in due: il mare e il paesaggio verde di colline che rendono questa località ancora vicina alle città cubane che avete lasciato alle spalle. A Guardalavaca non potete fare altro che soggiornare in uno dei resort all inclusive che offrono escursioni durante il giorno e spettacoli di sera.

Il mio consiglio è sicuramente quello di godere di queste spiagge bianche e di questo mare cristallino al termine del vostro viaggio lungo tutta Cuba: sarà stato sicuramente un viagigo stancante e ricco di emozioni..quindi ora rilassatevi in spiaggia e godetevi un buon mojito!

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