Al – Andalus

Quando ho iniziato ad imparare lo spagnolo ho conosciuto un ragazzo di Siviglia, il classico ragazzo che toglie qualche lettera dalle parole. Mi ha parlato molte volte della sua città, del caldo soffocante estivo, della vista mozzafiato di Tarifa che ti consente di vedere l’Africa, della magia di Granada.
Questo viaggio l’ho pianificato qualche anno fa, quando da Barcelona mi sono spostata verso Valencia e Madrid e la voglia di scoprire nuovi paesaggi spagnoli si faceva sempre più grande. Per questa vacanza non è necessario il noleggio di un auto: in generale non amo i mezzi pubblici, ma devo dire che in Spagna non ho mai avuto problemi a spostarmi. Le persone sono sempre molto cordiali quindi, qualora aveste problemi ad identificare il treno o l’autobus corretto, non fatevi problemi a chiedere!

Per maggiori dettagli sul viaggio scaricate il programma completo Andalusia_Tour di 13 giorni | Andalusia_13 Days Tour

Itinerario di viaggio 

Principali opere da vedere: Moschee e Alcazar, simbolo della dominazione islamica dell’Andalusia | Flamenco e Corrida, caratteristiche inconfondibili delle feste Andaluse
Shopping: Mercado de Artesania di Sevilla | Spezie tipiche della cucina Andalusa e Marocchina a Granada e a Tangeri [Marocco]
Tempo stimato: 13 giorni a disposizione
Prezzo stimato: 1.600 €/persona
Mezzi di trasporto: Autobus, Traghetto, Treno, A piedi

Giorno 1 | Arrivo a Sevilla 

L’aeroporto di Sevilla non ha niente a che fare con i moderni aeroporti di Barcelona o Madrid..è ancora uno dei classici aeroporti “vecchio stile” con pochi negozi e alcune stanze chiuse con il nastro. Nonostante ciò, trovare l’autobus (Linea EA) diretto al centro città è stato piuttosto facile: dovete semplicemente uscire dopo aver ritirato i bagagli, dirigervi sulla vostra sinistra e attendere l’arrivo del Bus. Come a Barcelona e Madrid, anche qui potrete comprare il biglietto in autobus al costo di 4 € a tratta.

In molti mi hanno sempre parlato di Sevilla come di una città da visitare almeno una volta nella vita, ma io non sono della stessa opinione. Sicuramente è una città facilmente vivibile, dove la gente è molto più cortese e disponibile di Madrid, ricca di musei e opere, anche contemporanee, da visitare, ma non regge il confronto con la magia di Granada.

La prima giornata del mio tour andaluso è iniziata con il check-in a La Posada del Lucero, uno splendido hotel 4 stelle che offre un servizio impeccabile, in vero stile andaluso, con tanto di piscina (ad accesso gratuito) e servizio bar sul tetto. Dopo un pranzetto e una visita al Mercato Lonja del Barranco, sul fiume Guadalquivir, mi sono diretta al Museo de Bellas Artes, museo più importante dell’Andalusia e il secondo più importante della Spagna. In questo museo potrete trovare numerose pitture barocche locali, come quelle di Murillo ed è imperdibile non solo per le opere esposte, ma soprattutto per il edificio che ospita tali pitture: era un convento del XVII secolo, conservato alla perfezione.

Come il Mercado Lonja del Barranco, anche la cosiddetta Isla de la Cartuja si trova lungo il fiume Guadalquivir, sulla sponda occidentale della città. Questa zona è ricca di edifici costruiti a partire dell’Expo del ’92, come la Torre Pelli, un grattacielo moderno che da molti sivigliani non è apprezzata. Poco distante dal Padiglione della Navigazione, potrete trovare il Monastero della Cartuja fondato nel 1399. Questo Monastero fu il luogo di permanenza e sepoltura di Cristoforo Colombo ed è oggi il centro Andaluso di Arte Contemporanea.

Una volta giunti al termine di questo primo approccio alla città, lasciatevi deliziare dalla cena da Bodega Palo Santo. Sono stata in questa Bodega con due amici del mio ragazzo, lui di Sevilla e lei italiana, ma ormai Andalusa. In questo locale potrete provare i sapori tipici della tradizione sivigliana, come le melanzane fritte, ceci e spinaci, il solomillo, l’imperdibile “tinto” con la Soda e così via.

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Giorno 2 | Sevilla

Oggi non avete scuse: tutta la giornata è dedicata alla scoperta della città, in lungo e in largo!

Iniziamo con il vero pezzo forte di Sevilla: Plaza de Espanya situata all’interno del Parco di María Luisa, ad opera dell’architetto Annibale González. Questa piazza, oltre ad essere bellissima, ha anche una valenza simbolica: rappresenta, infatti, l’abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie e guarda verso il fiume Guadalquivir, simboleggiando la strada da seguire per l’America, mentre i quattro ponti rappresentano i quattro antichi regni di Spagna.

Una volta terminata la visita a Plaza de Espanya, dirigetevi ai piedi del Parco María Luisa e visitate il Museo Archeologico e il Museo di Arti e tradizioni popolari.

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Dopo un pranzo veloce da Bodega Santa Cruz mi sono incamminata verso una delle opere più moderne di Sevilla: il Metropol Parasol, dell’architetto Jürgen Mayer-Hermann, nato con l’obiettivo di riqualificare la città.  L’idea iniziale era quella di creare un parcheggio al piano seminterrato, ma, durante gli scavi, sono stati trovati dei reperti di epoca Romana che hanno dato origine all’Antiquarium.

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Imperdibile a Sevilla è lo spettacolo di Flamenco: con una visita al Museo di Flamenco potrete anche approfondire i diversi stili di questo ballo. Il biglietto è un po costoso (26 €) ma ne vale sicuramente la pena per visitare il Museo e godervi un ottimo spettacolo di Flamenco! Vi consiglio la prenotazione online.

Per concludere la serata non potevo saltare una tappa gastronomica imperdibile: La Bartola. Questa Bodega offre sia piatti alla carta, che menù del giorno: il posto è piccolo  e sicuramente turistico (purtroppo ho trovato molti italiani in questo locale) ma i prezzi sono sicuramente economici per la qualità del cibo. Vi consiglio comunque di prenotare!!

Giorno 3 | Sevilla – Càdiz

La mattina del terzo giorno inizia con una passeggiata in città e una visita a Casa de Pilatos, considerata il prototipo del palazzo andaluso: tutte le pareti sono ricoperte dai famosi azulejos. Per alcuni, queste decorazioni potranno sembrare eccessive, ma io le ho trovate fantastiche. Ogni singolo azulejo in questa casa si abbina meravigliosamente con quello accanto, o con il classico soffitto a cassettoni, tipico andaluso.

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Dopo un pranzo a La Bodega de la Alfalfa ho ritirato i miei bagagli in hotel e ho lasciato il cuore pulsante dell’Andalusia per dirigermi nella località marittima più popolare e amata dai Sivigliani: Càdiz. Ho raggiunto Càdiz in treno dalla Estaciòn Sevilla Santa Justa e devo dire che è stato piuttosto facile orientarmi in questa stazione.

Arrivata a Càdiz, dopo il check-in in uno dei pochi hotel disponibili, ma comodo alle principali opere da visitare e ben tenuto, l’Hotel de Francia y Parìsmi sono diretta alla visita della Catedral Nueva e Torre de Poniente, con una splendida vista sulla spiaggia di Càdiz, per poi dirigermi ai due castelli: San Sebastian e Santa Catalina. Purtroppo durante il mio soggiorno a Càdiz questi due castelli erano chiusi: magari voi sarete più fortunati di me! Questi castelli sono divisi da un lembo di spiaggia chiamato “La Caleta”, una delle spiagge più “in” di Càdiz. Ho conosciuto, infatti, molti turisti spagnoli venire in questa città per le vacanze sfruttando sia la presenza del mare che di altre opere da visitare.

In attesa dell’orario di cena, mi sono recata al Parque Genoves il quale confina, da un lato con la città di Càdiz e, dall’altro, con il mare. Vicino a questo parco si trova il ristorante che vi consiglio di provare: Parador Hotel Atlantico Restaurante Bahia de Cadiz. E’ il classico ristorante da cenetta romantica in riva al mare, dove il tramonto colora di rosa il panorama. Io ho ordinato il menù del giorno: antipasto, un primo piatto, acqua, pane e buffet di dolci (36 €). Sono rimasta veramente soddisfatta sia dall’eleganza e professionalità dei camerieri (raro trovare questi tipi di ristoranti in Spagna a prezzi abbordabili) che dall’elevata qualità del cibo (ovviamente pesce!).

Non avevo molto tempo a disposizione per visitare Càdiz, così ho approfittato del post-cena per visitare la città, come il Gran Teatro Falla, Plaza de Espanya e i quartieri limitrofi all’hotel.

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Giorno 4 | Càdiz – Tarifa – Tangeri

La sveglia di oggi è suonata presto, alle ore ottimali per iniziare la visita del Museo de Càdiz senza il traffico turistico della città. Sono rimasta veramente sorpresa da questo museo in quanto si divide in tre sezioni: archeologia, belle arti ed etnografia ed è un museo ricco di opere da vedere e disposte alla perfezione.

Imperdibile a Càdiz è la visita alla Torre Tavira, torre di avvistamento e punto più alto della città vecchia di Càdiz che ospita la Camera Obscura che consente di vedere tutta la città in tempo reale. Anche qui è consigliata la prenotazione online!

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Terminata la visita della città ho fatto le corse per raggiungere la Estaciòn de Autobuses de Càdiz, di fianco alla stazione dei treni. Non vedevo l’ora di raggiungere Tarifa per fotografare, dal faro, il Marocco. Preparatevi: a Tarifa fa freddo, anche con 40°!

A Tarifa sembra di essere arrivati in un paesino della Puglia: tutte le case sono bianche e si vive all’unisono con il mare. Il vento tira forte, ma le spiagge sono indimenticabili. Purtroppo però, non ho potuto accedere all’isolotto del faro, collegato alla città da un lembo di terra pedonale. Quest’isolotto ad oggi risulta chiuso, non accessibile ai non addetti ai lavori. L’unica vista concessa è quindi quella del litorale spagnolo, come se la vista dell’antico impero che dominò l’Andalusia fosse oggi un peccato.

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Un pò delusa dalla mancata foto, mi sono imbarcata sul traghetto per Tangeri dopo aver passato un “controllo passaporti” pittoresco e aver compilato le carte dell’immigrazione per accedere in Marocco. Salita a bordo, ho dovuto fare un’ulteriore controllo passaporti: una coda interminabile, ma l’arrivo a Tangeri non lo scorderò mai.

Avevo letto molti blog che raccontavano di una pessima esperienza una volta arrivati in Marocco, ragazzi “assaliti” dai locali che li obbligavano a pagare una somma per raggiungere la città. Io non ho trovato nulla di tutto ciò: sono scesa dal ferry e mi sono tranquillamente incamminata verso l’hotel Kasbah Rose. Certo, c’erano i classici taxisti che mi chiedevano di salire, cosa che accade in qualsiasi città. La cultura marocchina è molto diversa dalla nostra, ma di fatto anche quella Andalusa lo è! Ho attraversato a piedi la Medina, il centro storico della città, ma non pensavo che ci fossero così tante salite: è stato difficile raggiungere l’hotel con le valige! Vi consiglio sicuramente di chiamare un taxi. Questa faticosa passeggiata però, mi ha consentito di vedere in anteprima quello che Tangeri aveva da offrirmi e ne sono rimasta sicuramente affascinata: le case colorate, le vie strette, i profumi delle spezie. Credo di aver amato il Marocco dal primo istante in cui sono sbarcata da quel traghetto.

Al mio arrivo in hotel l’accoglienza è stata veramente ottima: tè freddo fatto in casa e biscotti favolosi, con tanto di spiegazione delle principali opere da vedere, consigli utili per la cena (ne resterete soddisfatti anche voi!) e per girare tranquillamente la città. La camera era ben tenuta, il bagno favoloso, in vero stile marocchino. Il pezzo forte però è la terrazza sul tetto con vista su tutta Tangeri!

Una volta fatto il check-in, mi sono diretta al Musée de la Fondation Lorin, una vecchia sinagoga riportante pitture e testimonianze della storia di Tanger dagli anni ’30. La seconda tappa di questa piccola fuga in Marocco è dedicata al Petit Socco e al mercato di Tanger: uno spettacolo di colori, gente, carne, pesce. Adoro addentrarmi nei mercati delle città perché riescono a descrivere lo spirito di un popolo.

La cena a Tanger è stata unica: Le Saveur du Poisson è il ristorante che mi ha consigliato il padrone dell’hotel dove ho alloggiato. Devo ammettere che non si capisce bene chi lavori in questo locale; così, per chiedere la disponibilità di un tavolo, mi sono affidata all’unica persona che sembrava potesse c’entrare qualcosa con questo strano posto, non sapendo che in realtà questo signore era semplicemente una giuda turistica! Questo sicuramente non è il classico ristorante a cui siamo abituati: non c’è un menù, ma una serie di portate fisse di pesce, non ci sono posate, ma una sorta di mestoli in legno. La portata principale si mangia con le mani e alla fine della cena è possibile rinfrescarsi con il lavandino messo a disposizione degli ospiti. Questo locale è, dal mio punto di vista, imperdibile: non sapevo cosa stavo mangiando, ma devo ammettere che è stata la cena più buona di questo viaggio e quella che mi ha regalato ricordi indimenticabili grazie alla compagnia a tavola della giuda marocchina che avevo scambiato per cameriere.

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Giorno 5 | Tangeri -Tarifa-Gibilterra

Anche oggi sveglia all’alba: in fondo non siamo più in Andalusia, ma in Marocco! Qui i ritmi sono diversi, gli orari sono molto più Tirolesi che Andalusi. L’hotel che vi ho consigliato dispone di una ricca colazione tipica marocchina e la signora che mi  ha preparato questo pasto è stata veramente attenta alle necessità dei suoi ospiti.

Una volta uscita dall’hotel mi sono diretta al Musée de la Kasbah che riporta numerosi reperti della storia della regione. Dopo aver visitato parte dei più importanti palazzi andalusi, vi accorgerete di quanto sono radicate le tradizioni marocchine, almeno dal punto di vista architettonico, nella Spagna del Sud. Terminata questa visita, passeggiando tra la colorata e particolare Medina di Tanger, ho visitato il Tangier American Legation Museum, di proprietà degli Stati Uniti d’America, volto a celebrare le relazioni diplomatiche tra questi ultimi e il Marocco.

Dopo un pranzo veloce, ma tradizionale da À L’anglaise, è giunta ora di fare ritorno in Andalusia. Questa volta però, al porto di Tanger Ville mi sono recata con il Taxi (al costo di soli 3 euro)! Devo ammettere che ho lasciato a malincuore questo Paese: sicuramente uno dei prossimi viaggi mi porterà ancora tra le spezie marocchine.

Dopo una veloce cena a Tarifa, ho preso l’autobus che, con un po di ritardo, mi ha portata a La línea de la Concepción, area di confine tra la Spagna e il territorio inglese di Gibilterra. Arrivata di sera in hotel (Ohtels Campo de Gibraltar), non potevo che sperare di meglio: camera con vista sulla Rocca di Gibilterra, perfetta per immortalare questo lembo di terra dopo il tramonto e al nascere del sole. Le camere sono veramente spaziose e ben arredate, i servizi ottimi, per non parlare della colazione internazionale: da leccarsi i baffi!

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Giorno 6 | Gibilterra -Malaga

Oggi ci aspetta una giornata piuttosto faticosa, ma a ricompensare la fatica saranno le scimmiette presenti in tutta la riserva della Rocca di Gibilterra. Per entrare a Gibilterra dovrete fare il controllo passaporti, pratica piuttosto veloce.

Per accedere alla Rocca ho acquistato il biglietto on-line e con circa 30,00 € avrete a disposizione uno shuttle che vi porterà direttamente alla funicolare, il biglietto per la funicolare (la famosa cable car) e l’accesso a tutti i siti della Rocca. Vi consiglio sicuramente di acquistare questo format! Una volta saliti sulla Rocca potrete dominare alle vostre spalle la costa spagnola e, di fronte a voi, il Marocco e mentre passeggerete “tranquillamente” per la Rocca state certi che farete sicuramente dei bellissimi incontri con le scimmiette della riserva (dette le bertucce)! La vegetazione presente nella Rocca è fantastica e ci sono numerosi tunnel da visitare con ottime rappresentazioni di come operavano i soldati.

Io ho visitato la Rocca in una mattina, è stato intenso ma il tempo a disposizione per questo viaggio sembra essere sempre poco: il pomeriggio infatti mi sono diretta alla Stazione degli autobus di La línea de la Concepción diretta a Malaga, dove mi aspettava la Feria de Malaga per la festività del 15 agosto. A Malaga, a causa della Feria, non ho trovato molti hotel liberi: ho soggiornato all’hotel Ibis Malaga Centro Ciudad, un 2 stelle, ma molto vicino alle tre almeno per la pulizia delle camere e la vicinanza al centro!

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Giorno 7 – Malaga

Se Malaga mi accoglie con la Feria, io non posso fare a meno di ricambiare visitando ogni singolo lato di questa città sul mare. Decido quindi di aiutare il custode dell’Alcazaba ad aprire questa fortezza di epoca musulmana, costruita alle falde del monte Gibralfaro. Potrete scegliere di acquistare il biglietto di ingresso comprensivo dell’Alcazaba e Castillo di Gibralfaro. Adiacente all’Alcazaba troverete i resti di un Teatro Romano, ad ingresso gratuito.

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Vicino a questo complesso, imperdibile è il Museo di Picasso che raccoglie in esposizione permanente oltre 200 opere dell’artista. Oltre a questa mostra permanente, al momento della mia visita c’era l’esposizione delle opere di Andy Warhol. Inoltre, le opere di restauro del palazzo portarono alla scoperta di antichi resti fenici, romani e arabi che possono essere ammirati nei sotterranei del museo. Anche qui, è consigliata la prenotazione online.

Malaga è una città piccola, ma con moltissime opere da vedere, come la Cattedrale, uno dei più importanti monumenti rinascimentali dell’Andalusia, costruita sul sito di un’antica moschea.

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Giunta ormai ora di pranzo (quella spagnola), ho scovato questo locale in centro La Peregrina Centro, che, a prezzi economici, mi ha dato le energie per raggiungere il Castillo de Gibralfaro, questa volta con l’autobus n. 35, famoso per essere stato l’ultimo luogo di Malaga conquistato dai Re Cattolici nel 1487. In questo castello non dovete perdere la classica camminata lungo le mura che vi consentirà di godere sicuramente di una vista mozzafiato sulla città.

Rientrata con l’autobus dal Castillo de Gibralfaro, mi sono addentrata verso la spiaggia, dove ho scovato il Pompidou Center, detto El Cubo e creato nel 2013 come seconda sede del Pompidou center francese. Adoro le opere contemporanee perchè mi consentono di dare sfogo alla mia immaginazione mentre le osservo, adoro gli artisti che spiegano le loro opere con delle frasi ricche di significato, che consentono a chi guarda di crearsi nella propria mente una realtà atipica, anche se diversa da quella definita dall’autore stesso.

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Dopo tutto questo girovagare, godetevi un pò di relax da Kortxo, un ristorante in centro a Malaga, per poi passeggiare per le vie più affollate della città!

Giorno 8 | Malaga – Granada

Finalmente è arrivato il momento di raggiungere una delle città che dicono essere tra le più incantevoli di tutta l’Andalusia: Granada. Granada è davvero unica, l’influenza islamica è fortissima, perfino nei negozi di souvenir. Le vie con i ciottoli, la bellezza di ammirare il calare del sole che illumina l’Alhambra: che magia!

Se, come me, arrivate a Granada in Autobus, vi consiglio di prendere un mezzo pubblico (come la linea 33) per raggiungere il centro città che ferma proprio di fronte all’Hotel Eurostars Gran Via, un bellissimo hotel 5 stelle sulla Gran Via, una delle strade più importanti di Granada, con vista sulla Cattedrale. Questo hotel vi offrirà tutti i confort che state cercando dopo un viaggio lungo e, a tratti, stancante come quello che state affrontando: troverete infatti, anche la Spa con tanto di massaggio incluso nel prezzo!

Tornando al vero motivo del mio arrivo a Granada, ossia la scoperta di questa città mozzafiato, il mio viaggio prosegue con l’imperdibile zona del mercato Alcaicería: due viette molto strette che si colorano di abiti e borse arabeggianti. Di fronte all’Alcaicería spiccano la Cattedrale e la Cappella Reale, luoghi volti a celebrare la vittoria reale e cattolica sugli islamici nel 1492.

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Allontanandovi dal centro città (vi consiglio a piedi) non dovete perdere il Monastero di Cartuja, fondato nel XVI secolo come monastero dell’ordine eremita dei Certosini e dichiarato monumento storico-artistico nel 1931. Vi consiglio la prenotazione online.

Rientrando in città, passeggiate lungo la Carrera del Darro, una via caratteristica dalla quale potrete già intravedere l’Alhambra, monumento più famoso di Granada. Lungo questa via è presente El Bañuelo contenente un vecchio Hamman dell’XI secolo. Come in tutti gli Hamman che si rispettino, anche in questo sono presenti i classici lucernari a stella, meravigliosi. Il mio consiglio è quello di acquistare il biglietto “Dobla de Oro” prima di partire (28,50 €) che vi consente di accedere a svariati siti come: Corral de Carbòn, El Bañuelo, Casa de Zafra, Casa Horno de Oro, Casas del Chapiz, Palacio Dar al-Horra, Alhambra.

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Se vi avanza tempo e avete ancora voglia di camminare, un pò come me, utilizzate il biglietto “Dobla de Oro” per visitare i Palazzi restanti: la Casas del Chapiz è stato quello che ho preferito, ma anche gli altri edifici meritano di essere visitati, se non altro sono vicini a El Bañuelo e non richiedono molto tempo.

Nei pressi della Cattedrale ho scovato questo ristorantino perfetto per una cena veloce, ma buona: El Pescaito de Carmela In questo ristorante dovete provare le crocchette di besciamella e gamberi, sono favolose!

Giorno 9 | Granada 

Anche oggi la sveglia suona presto! Mi aspettano due dei principali monumenti di Granada: l’abbazia del Sacromonte e l’Alhambra.

Il Sacromonte è un borgo dei gitani di Granada. Questo quartiere si costruisce su un colle di Granada e, dalle sue strette vie in pendenza, il borgo ci regala una vista magnifica sull’Alhambra e su tutta la città. Questo quartiere è famoso per l’abbazia dove si conservano i libri plumbei restituiti dal Vaticano che raccontano il martirio di San Cecilio, di San Tesifón e di San Hiscio. Il 2 febbraio infatti, giorno di San Cecilio (patrono  di Granada), si celebra la festa sacra con una peregrinazione all’abbazia. Io ho raggiunto l’abbazia a piedi e consiglio a chiunque di avventurarsi per le viette del borgo, anche solo per fotografare le case bianche e blu del quartiere e fare splendide foto all’Alhambra. Vi consiglio la prenotazione online.

Terminata la visita guidata all’abbazia del Sacromonte, mi sono diretta verso uno dei Mirador più turistici della città: Mirador de San Nicolas. Da qui potrete fotografare il complesso dell’Alhambra in tutto il suo splendore!

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Attraversando il quartiere Albayzín di Granada, quello più caratteristico, con i ciottoli, le vie strette, le case una sull’altra, mi sono imbattuta nel Palazzo Dar-al-Horra, inizialmente palazzo della dinastia Nazari, e oggi diventato patrimonio dello Stato. Questo Palazzo, come quelli che avrete già visitato, è compreso nel biglietto “Dobla de Oro”.

Il pomeriggio è dedicato alla scoperta dell’imperdibile complesso dell’Alhambra situata sul colle della Sabika. Un tempo, in questo complesso vi erano tutti i servizi necessari agli abitanti che vi vivevano, come moschee, scuole, botteghe e altro. Questo complesso, insieme all’adiacente Generalife, è diventato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1984. L’Alhambra comprende anche il Palazo Nazaries, l’opera più bella del complesso e che merita di perderci almeno 2 ore. Il Generalife invece, è la villa con giardini abitati dai re musulmani di Granada, utilizzata come un luogo di riposo, un villaggio rurale, dove sono stati integrati giardini ornamentali e frutteti. Questo complesso è davvero imperdibile: per arrivarci ho utilizzato l’autobus C30 e, considerata la grandezza delle opere da vedere, direi sicuramente che il costo del biglietto di ingresso (28,50 € per il biglietto Dobla De Oro) li vale tutti!

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Dopo aver visitato l’Alhambra e il Palazzo della Generalife, la serata non poteva che concludersi al Mirador de Morayma, uno splendido ristorante dove, dalle sue terrazze, potrete ammirare l’Alhambra. Vi consiglio la prenotazione verso le 20:30: in questo modo potrete ammirare l’Alhambra risplendere dal sole e farsi coccolare dallo splendore della notte! Questo ristorante inoltre, offre un menù piuttosto ricco e adeguato a tutti i gusti gastronomici, dalla carne (ottimo il Robo de Toro), alla verdura, per non parlare dei favolosi dessert (come il Pionono)! Ne vale sicuramente la pena!

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Giorno 10 | Granada – Córdoba

Ormai siamo quasi giunti alla fine del viaggio, Córdoba è l’ultima città presente nel mio programma, prima di fare ritorno a Sevilla. Córdoba è una città molto più piccola delle precedenti e il caldo estivo durante il pomeriggio si fa veramente soffocante.

La visita a questa città inizia con il famoso Ponte Romano sul fiume Guadalquivir, costruito dai romani nei primi anni del I secolo a.C. che porta alla Torre de la Calahorra. Questa Torre è una fortezza di origine islamica concepita come ingresso e protezione del Ponte Romano. La Torre è visitabile all’interno e accoglie un museo sulla storia dell’Andalusia. Inoltre, salendo fino in cima, vi consente di godere di un fantastico panorama sulla città e, soprattutto sulla Mezquita.

Terminata la visita alla Torre e attraversando Plaza de la Corredera, l’antico ingresso principale all’anfiteatro romano di Córdoba, mi sono diretta al Templo Romano, scoperto negli anni ’50 durante l’espansione del municipio. Questo sito è veramente piccolo e può essere visitato anche dall’esterno, senza pagare il biglietto di ingresso.

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Quando il caldo di Córdoba ha iniziato a farsi sentire, ho deciso di fare una breve sosta in Hotel Eurostars Conquistador, con tanto di vista sulla Mezquita, centralissimo, dotato di una colazione favolosa e di moltissimi confort. Se invece l’idea di farvi un pisolino non vi attrae, potrete sempre provare l’Hammam Al Andalus presente in pieno centro di Córdoba.

Per concludere la giornata vi consiglio una deliziosa cena da La Posada del Caballo Andaluz, uno splendido locale dove potrete degustare piatti decisamente ben cucinati nel classico patio delle case andaluse! Sono sicura che anche voi resterete soddisfatti sia del servizio, che del cibo.

Giorno 11 | Córdoba

Penultimo giorno di viaggio e la sveglia suona ancora presto! Credo che iniziare a visitare le città di mattina presto sia il modo migliore: puoi scattare fotografie senza tanti ingombri di persone e sederti sulle panchine di fronte alla Mezquita a guardare il trambusto della città che prende animo.

Oggi iniziamo con l’Alcàzar de los Reyes Cristianos, costruito nel 1328 su un antico palazzo arabo. La visita all’Alcàzar merita sicuramente per gli splendidi giardini che emanano un profumo meraviglioso di basilico e timo. Inoltre, in questo sito potrete acquistare un biglietto “Bono Museos Municipales” che vi consentirà di accedere in altri 3 siti di Córdoba.

Di fronte all’Alcàzar sono presenti i Baños del Alcàzar Califal, i più importanti bagni della città durante la dominazione araba a Córdoba. La visita a questi bagni rientra nel biglietto “Bono Museos Municipales”. Poco distante, è presente il Museo Municipal Taurino che ripercorre le memorie dei toreri e le tradizioni andaluse, mostrando al visitatore dei video relativi all’addestramento di questi animali e alla corrida.

Non ancora soddisfatta delle bellezze di Córdoba, mi sono addentrata verso il Mercado Victoria che si inserisce all’interno dei giardini presenti lungo il Paseo de la Victoria per poi raggiungere Plaza de Colòn e la Torre de la Malmuerta, torre di avvistamento, successivamente utilizzata come prigione per i nobili.

Approfittando della calma dell’orario di pranzo, mi sono diretta verso Palacio de Viana, per poi concludere la visita dei monumenti previsti con il biglietto “Bono Museos Municipales”, con il Museo Julio Romero de Torres. Questo Museo si trova nello stesso luogo del Museo de Bellas Artes, gratuito per i membri dell’UE. Per chi non se ne intende di pittura, questi musei non sono niente di speciale, ma non potevo di certo farmeli sfuggire.

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Oggi vi faccio pranzare piuttosto tardi per gli orari italiani, lo so, ma il pranzo da Canadian Rio e soprattutto la visita alla Mezquita compenseranno sicuramente. La grande moschea è una delle principali espressioni dell’arte arabo-islamica e dell’architettura gotica e rinascimentale dell’Andalusia. Caratteristica peculiare di questa moscha è che il miḥrāb non è orientato verso la Kaʿba della Mecca (quindi a SE) ma verso sud. Quest’opera è veramente fantastica e devo ammettere che ho preferito la Mezquita di Córdoba all’Alhambra, probabilmente per i diversi stili architettonici che si uniscono alla perfezione.

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Anche oggi è giunto il momento di sistemare le valigie per fare ritorno alla città da dove è partito questo viaggio, Sevilla, ma prima godetevi una cena da Bodegas Mezquita Cruz del Rastro. Il servizio è molto semplice e il cibo è di ottima qualità (non perdete l’assaggio di queso spagnoli con marmellata e noci!). I prezzi sono davvero economici e le cameriere molto gentili: a causa del caldo quella sera ho richiesto dell’acqua in più con un pò di azucar per alzare la pressione e non mi hanno fatto pagare questo “extra”! Vi consiglio assolutamente di prenotare.

Giorno 12 | Córdoba – Sevilla

Purtroppo siamo giunti al penultimo giorno di viaggio..non so voi, ma più si avvicina il giorno del rientro in Italia più faccio il punto della situazione per capire se ho saltato qualcosa, inizio a riguardare tutte le fotografie scattate e, con nostalgia, chiudo le valige per incamminarmi a Sevilla. Incamminarmi non proprio: sono andata a Sevilla in treno e, come sempre, i servizi spagnoli non mi hanno delusa! Per recarmi presso la stazione dei treni di Córdoba ho chiamato un Taxi (non ce la facevo più a trascinarmi le valigie!) al costo di soli 6 € per 15 minuti di corsa e ho fatto lo stesso arrivata a Sevilla: 10 € per circa 30 minuti di strada: fantastico!

L’hotel a Sevilla (Hotel Las Casas de El Arenal) era esattamente come me l’ero immaginato: sembrava di entrare in un vecchio palazzo sivigliano rimodernato, la receptionist veramente cortese, così come il ragazzo che mi ha portato le valigie in camera. Per non parlare dei comfort dell’hotel, come il benvenuto di acqua e frutta! Questo è un hotel da provare assolutamente.

Questo ultimo giorno di visite inizia con la Torre del Oro, torre di controllo militare costruita sul Guadalquivir che ospita il Museo Navale. Da qui potrete ammirare il quartiere Triana, da un lato, e dall’altro la bellissima Cattedrale di Sevilla.

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Dopo ben 3 giorni passati in questa città è giunto il momento di visitare la famosissima Cattedrale, Giralda e Iglesia del Salvador: vi consiglio di acquistare i biglietti online per evitare la lunghissima coda sotto il sole!  La Cattedrale è la più grande cattedrale gotica del mondo (senza guida impiegherete circa 1 ora per visitarla in ogni suo angolo). Adiacente alla Cattedrale, la Giralda funge da torre e campanile e vi potete salire fino a 70 metri di altezza: da qui potrete godere di un panorama fantastico sia sulla città che sui tetti della Cattedrale stessa. La Iglesia del Salvador, invece, è la chiesa più grande della città, dopo la Cattedrale ed è in stile barocco, costruita al posto di una vecchia moschea risalente al tempo della dominazione araba su Sevilla.

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Poco distante dalla Cattedrale, è presente il Real Alcazar, palazzo reale, inizialmente forte dei Mori, in stile mudéjar, con nette influenze islamiche. Questo Palazzo è sicuramente dotato di grande fascino ma non regge il confronto con il Palacios Nazaries di Granada. Per accedere a questo sito vi consiglio la prenotazione online: dalle ore 18 infatti, l’accesso è consentito solo alle prenotazioni riservate, ma, durante gli altri orari, le code sono così lunghe che rischiereste di non accedervi.

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Per l’ultima cena a Sevilla, dedicata alla Taberna El Panduro Baños, vi farò camminare un pò, ma vi prometto che il cocktail che berrete sulla Teraza Hotel Doña Marìa con vista sulla Cattedrale e Giralda ricompenserà la fatica di tutto il viaggio. In questa Teraza il servizio è ottimo, i cocktail sono veramente eccezionali, economici per la location (dai 9 euro) e c’è un ampia scelta! Provatela.

Giorno 13 | Ritorno da Sevilla

Oggi è tempo di fare ritorno in Italia, la giornata non è iniziata benissimo: fatte le valigie e salutata la receptionist dell’Hotel Las Casas de El Arenal, la voglia di tornare a casa sicuramente non c’era…avrei viaggiato ancora! Per raggiungere l’Aeroporto de Sevilla ho utilizzato il classico Autobus (Linea EA) che in soli 30 minuti mi ha portata a destinazione, ancora al costo di soli 4 €!

Prima di partire però, come in ogni viaggio, mi sono dedicata alla ricerca dei souvenir e ho scovato, a 5 minuti dall’Hotel, il Mercado de Artesania “El Postigo”: qui ho acquistato oggettistica e quadri di vero artigianato locale. Sono questi i ricordi che mi piace portare a casa da un viaggio: questi oggetti mi ricorderanno per sempre un popolo, quello andaluso, fatto di cose semplici, di spontaneità, accoglienza, passione, fratellanza. Sono questi i viaggi che adoro, quelli che mi portano a scoprire nuove culture, nuove usanze, anche se non poi così distanti dalle nostre. Te quiero Andalusia!

 

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