Thailandia – lo spirito thailandese

Itinerario di viaggio 

  • Principali opere da vedere: templi più belli di tutta la Thailandia, villaggi rurali del Nord e il famosissimo Triangolo d’Oro
  • Shopping: Seta fatta a mano, dipinti del Buddha fatti a mano da artisti locali
  • Tempo stimato: 11 giorni a disposizione
  • Prezzo stimato:  circa 2800 € / persona
  • Mezzi di trasporto: Taxi, A piedi, Sky train, Guida privata

Per maggiori dettagli sul viaggio scaricate il programma completo Tour_Thailandia_10Giorni / Tour_Thailandia_10days

Avvertenze: all’interno dei tempi ci si deve togliere le scarpe e non si possono indossare abiti attillati o corti: vi consiglio di portare sempre con voi un pareo che vi possa coprire le gambe e/o le spalle.

Il viaggio in Thailandia è il viaggio che non scorderò mai per nessuna ragione al mondo, è il viaggio che rifarei mille altre volte esattamente così come l’ho fatto: il ricordo di ogni luogo è ancora vivo dentro di me, ogni persona conosciuta, nonostante la barriera linguistica, mi ha insegnato qualcosa che va al di là della vacanza turistica e di puro divertimento a cui pensano molti giovani della mia età. Avevo 24 anni quando sono partita per il mio primo viaggio in solitaria, portandomi in valigia mille paure..la più grande, forse, era proprio quella di volare. Ho sempre avuto il terrore dell’aereo, ma quella volta ho ricercato dentro di me la forza per superare questa paura e così sono partita senza neanche sapere bene quello che mi aspettava, ma sentivo di potercela fare, pur essendo sola.

Dopo aver rischiato di perdere la coincidenza del volo Abu Dhabi-Bangkok, tutto mi sembrava più facile: in fondo, giunta a destinazione avrei solo dovuto capire come compilare il visto di ingresso, interfacciarmi con persone che non parlavano inglese, trovare il mio hotel e girare per la Thailandia…ero letteralmente terrorizzata, ma avevo una voglia immensa di arrivare a destinazione.

Giorno 1 – Arrivo a Bangkok

Sono arrivata all’aeroporto di Bangkok alle 6 di mattina (in aereo ovviamente non avevo chiuso occhio) e sono rimasta stupita dalla velocità con cui viene gestito il controllo passaporti: hai compilato il visto? bene, puoi metterti in coda, altrimenti gli addetti alla sicurezza ti urlano qualcosa di incomprensibile e abbastanza intimidatorio e ti fanno tornare indietro in un’area apposita dedicata alla compilazione di questo foglio blu. Il controllo passaporti è stato preciso, ma veloce, così, tempo 2 minuti, mi sono ritrovata con il mio bagaglio in mano alla ricerca di un taxi per l’hotel.

Prima di salire in quel taxi mi sono fermata per un istante, mi sono data un pizzicotto perché tutto questo non mi sembrava reale: avevo appena superato una delle mie paure più’ grandi, ero appena atterrata dall’altra parte del mondo ed ero pronta per iniziare questo viaggio in solitaria. La sensazione che ho provato in quel momento è stata unica: ero pronta ad affrontare tutte le altre paure che mi ero portata in valigia!

Io sono arrivata a Bangkok di domenica e gli exchange dell’aeroporto erano tutti chiusi: panico! Il taxi era un rottame con 4 ruote mezze sgonfie, i sedili anni ’30, i finestrini neri di smog e il taxista non sapeva neanche una parola di inglese. In autostrada però, devo ammettere che mi sono sentita dentro un auto di lusso: intorno a me c’erano solo rottami senza vetri, con i pezzi di carrozzeria uniti da scotch di plastica, le case sembravano molto di più delle baracche con due muri laterali e il tetto (probabilmente di amianto), non erano chiuse, non c’erano porte, né finestre…l’impatto con questo territorio è stato impressionante, così tanto toccante che quando sono arrivata al mio hotel 5 stelle al 40esimo piano con vista su tutta Bangkok mi sono sentita fuori luogo.

A Bangkok tutto è frenetico, a qualsiasi ora del giorno e della notte..non si ferma mai nessuno, se non quando a passare per le strade è la famiglia reale! La via del mio hotel era veramente delirante, uno spettacolo unico di luci, profumi, templi, grattacieli…a sinistra si arrivava lungo il ChaoPraya, fiume sacro di Bangkok, mentre a destra si poteva raggiungere il mercato notturno (Pat Pong) e la zona più commerciale della città.

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La posizione era perfetta, soprattutto per chi come me non aveva nessuna intenzione di restare in camera a riposare..alle 8 di mattina stavo già esplorando il Sri Maha Mariamman temple, tempio indiano, per poi raggiungere il Wat Hua Lam Phong, tempio rinnovato nel 1996 in occasione della celebrazione dei 50 anni di ascensione al trono del Re Rama IX.

Nel pomeriggio mi sono diretta verso la Jim Thompson House, dove ho pranzato. Questa casa, terminata nel 1959, è un complesso composto da diverse antiche strutture abitative Thai creato dallo statunitense Jim Thompson per raccogliere la sua collezione di opere d’arte. Nei dintorni della Jim Thompson House si trova il distretto più commerciale di Bangkok, Siam Square. In questo distretto, infatti, si concentrano i principali edifici costruiti per gli uomini d’affari thailandesi e il BACC, centro d’arte e cultura di Bangkok.

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Una delle cene migliori di Bangkok è stata quella al Mango Tree, un locale che mi ha consigliato un amico che ha vissuto qui 2 anni…prezzi piuttosto contenuti, con menù anche in inglese, ambiente molto carino e moderno…certo, senza navigatore non è stato facile ritrovare la strada di casa!! La stanchezza della giornata, sommata al viaggio e all’assenza di sonno da più di 48 ore si stava facendo sentire..così sono rientrata in hotel, provando a sciogliere i nervi tesi dall’adrenalina di questa vacanza.

Giorno 2 – Bangkok

La giornata oggi inizia con la scoperta del Grande Palazzo Reale di Bangkok, residenza ufficiale dei Re thailandesi dal 1785. Questo complesso racchiude moltissimi edifici e, oggi, viene usato per cerimonie reali come matrimoni, funerali, banchetti di Stato. Al momento della mia vista c’era un gruppo di ragazzi neolaureati i quali mi hanno raccontato che è tradizione e simbolo di buon augurio per la vita futura recarsi al Palazzo Reale. Segno, anche questo, che in Thailandia, i Re sono uno dei principali pilastri della vita thailandese: lungo le strade principali, infatti, a dividere i sensi di marcia troverete degli altari in onore del Re e della Regina.

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Il secondo avvicinamento alla cultura thailandese è il tempio Wat Pho, conosciuto come tempio del Buddha sdraiato, una delle più importanti statue della Thailandia, lunga ben 46 metri rivestita d’oro. Il Wat Arun invece, è un tempio costruito in stile khmer con mattoni stuccati adornati da migliaia di pezzi di porcellana cinese multicolore.

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Le mie giornate in Thailandia sono sempre state scandite dalla pioggia incessante delle 6 o 7 di pomeriggio…così, in quegli orari mi riparavo nel mio splendido hotel e attendevo la fine del diluvio universale per uscire a cena. Una sera, passeggiando lungo la Si Lom Road, ho scovato il Silom Village, piccolo complesso con negozi e al centro un buonissimo ristorante dove mi sono rilassata e ho goduto dello spettacolo delle ballerine thailandesi.  Al termine della cena mi sono recata allo Sky Bar, famoso per aver ospitato le riprese del film italiano “Una notte da leoni”. Un ascensore vi porterà al 36esimo piano dal quale potrete godere di una vista mozzafiato su tutta Bangkok!

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Giorno 3 – Mercato galleggiante 

Dopo aver passato più di 48 ore in questo bellissimo Paese, mi stavo già abituando agli usi e costumi di questo popolo e mi sentivo molto più tranquilla nell’utilizzare lo Sky Train, piuttosto che la metro di Milano. Così ho deciso di avventurarmi verso Damnoen Saduak, località in cui si trova uno dei più famosi mercati galleggianti della Thailandia.

Sapevo che anche oggi avrei dovuto sconfiggere un’altra delle mie paure: quella della “gondola thailandese”. Lo so, Venezia dista solo pochi km da casa mia, ma che ci devo fare?!a me le gondole fanno proprio paura!

L’arrivo a Damnoen Saduak è stato veramente suggestivo: decine di donne e uomini a pilotare le “gondole” con all’interno cibarie da sfamare un’esercito. Il mercato galleggiante è davvero incredibile: si può decidere di restare sulla terra ferma e attendere l’arrivo di qualche barchetta per fare acquisti di ogni tipo, oppure (come me) salire su una di quelle che io chiamo “gondole thailandesi” per fare il giro del villaggio e, di tanto in tanto, punzecchiare qualche cibo.

Appena sono arrivata in questo luogo surreale, mai avrei immaginato di riuscire a salire in questa barchetta, rischiando, ad ogni curva, un ribaltamento all’interno di un “fiume” completamente inquinato, sporco e probabilmente con qualche animale poco simpatico. Queste barchette sfrecciano alla velocità della luce grazie al motore sul retro e si incastrano alla perfezione, quasi come se qualcuno avesse disegnato le carreggiate. La popolazione di questo villaggio vive veramente con poco: frutta, verdura, uova e tanti fiori: il fiore è esattamente il simbolo che mi porterò nel cuore per tutta la vita, simbolo della crescita, della sopravvivenza e della rinascita…e in questo villaggio, sono molte le case circondate da fiori.

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Una volta rientrata a Bangkok mi sono nuovamente immersa nei templi. Questa volta era il turno del Wat Benchamabophit, il tempio di Marmo, realizzato in marmo di Carrara proveniente dall’Italia.

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Dopo una veloce cena da Zaab Eli, questa giornata particolarmente impegnativa non poteva che concludersi con una “passeggiata” lungo il mercato notturno di Pat Pong, tappa d’obbligo! Centinaia di merci contraffatte, illuminazione a giorno, locali di spogliarelliste dove stavano per tirarmi dentro, e di turisti neanche l’ombra: probabilmente non si sono mai addentrati dentro questo luogo di perdizione, nel cuore della notte..e soprattutto non da soli…Mi sentivo costantemente osservata, ma mai fuori luogo..probabilmente speravano solo che comprassi qualcosa (per me) di illegale..non so bene come funzionino le leggi sulla contraffazione in Thailandia, probabilmente sono assenti!

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Giorno 4 – Nakhon Pathom

Anche questa giornata inizia presto e con una gita fuori porta verso la scoperta dell’edificio buddista più alto del mondo: Nakhon Pathom. Questa pagoda, alta ben 127 metri, è stata costruita nel XIX secolo e vi mostra un’architettura strepitosa, perfetta in ogni suo punto. Certo, raggiungere questa Pagoda vi sarà costato un po di fatica, ma sicuramente ne varrà la pena!

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Rientrando a Bangkok mi sono fermata nell’area più viva e caotica della città: China Town. Questo quartiere è una vera esplosione di colori e profumi, in alcuni casi sgradevoli, preparatevi! Uomini che vendono cibo per strada con i cani che leccano la pentola dove le donne stanno facendo da mangiare. Sono in molti a sconsigliare l’acquisto di questi cibi, quindi se avete fame, vi consiglio il Jumbo Lobster Restaurant, ovviamente un ristorante tipico asiatico, molto spartano! E per cena, dopo essermi rilassata un po nel mio splendido hotel e aver sistemato i bagagli, mi sono recata da Cheaper & Better Street Food un “ristorantino” lungo la Si Lom Road, ormai diventata la mia seconda casa!

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Giorno 5 – Bang Pa In-Ayuttaya-Phitsanulok-Sukhotha

Dopo aver provato i mezzi pubblici thailandesi e dopo aver affrontato due delle mie paure (l’aereo e la “gondola thailandese”), ho deciso di affidarmi a una guida per proseguire il mio viaggio verso il nord della Thailandia.

La prima tappa è stata la residenza estiva Bang Pa In, costruita nel 1632 inizialmente utilizzata dai sovrani siamesi del regno di Ayuttaya. Questa residenza è veramente vastissima e le parti che ho preferito sono i mille giardini con le siepi tagliate a forma di elefante, animale sacro per la cultura thailandese!

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Poco distante da questa residenza estiva, si trovano le rovine dei templi di Ayuttaya: Tempio Wat Chaiwattanaram, Wat Sri Samphet, Wat Mongkhon Bophit (con all’interno una statua del Buddha in posizione seduta di dimensioni gigantesche) e Wat Mahathat. La visita di questi templi non può che prevedere anche una sosta per il pranzo al bellissimo ristorante con vista Sala Ayutthaya Eatery And Bar!

Entrando in questi templi, mi raccomando, mantenete il silenzio e cercate di ascoltare la vostra spiritualità, le vostre emozioni. Questi luoghi sono sicuramente tra quelli più magici che potrete trovare in Thailandia e si respira in modo indimenticabile la cultura thailandese. E’ qui che ho appreso i tre pilastri di questa cultura: pensiero, parola, azione. I thailandesi sono molto riflessivi, prima di rispondere a una domanda, anche molto banale, ci pensano mille volte. Ogni parola può avere mille significati a seconda del contesto. Non dimenticate mai questi tre concetti fondamentali!

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Giorno 6 – Sukhothai – Chiang Mai

Dopo una breve sosta al rilassante parco storico di Sukhothai è giunto il momento di addentrarci verso la Thailandia del Nord: direzione Chiang Mai.

A metà strada mi sono fermata a visitare il Mondop Sri Chum che custodisce una delle più grandi statue del Buddha seduta a gambe incrociate, chiamata Phra Achana, o “Buddha che parla” secondo l’antica leggenda risalente all’epoca del regno di re Naresuan. Appena fuori da questo sito, ho scovato degli artisti locali che rivendevano le loro opere e non ho potuto non acquistare un bellissimo dipinto del Buddha: ovviamente anche qui la contrattazione è d’obbligo.

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Dopo aver sbrigato le formalità in hotel, mi sono recata al Wat Chedi Luang, luogo di culto ancora attivo e frequentato da numerosi monaci, costruito dall’VIII sovrano della dinastia Mengrai per seppellire le ceneri del padre. Uno dei templi migliori di Chiang Mai però è il Wat Phra Singh, risalente al 14° secolo. Questo sito è conosciuto come “Il Monastero del Buddha Leone”, oggi ancora attivo: potrete infatti incontrare decine di monaci che vi abitano. Questo complesso si compone di diverse costruzioni, ristrutturate nei primi anni ’20 del secolo scorso e a partire dal 2002.

Mi raccomando donne, fate attenzione a non toccare né fissare i monaci!

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Nonostante le 4 ore di viaggio, alla sera avevo ancora un po di energie. Così, mi sono immersa nel centro pulsante di Chiang Mai: il Chiang Mai Night Bazar. Qui potrete trovare un po di tutto..è come il Pat Pong di Bangkok in grande! Questo mercato è affollatissimo e sicuramente potrete gustare delle prelibatezze thailandesi in uno dei mille “ristorantini” lungo la strada, come ho fatto io.

Giorno 7 – Chiang Mai

La giornata a Chiang Mai si apre con il tempo peggiore per i thailandesi: il sole. Anche io all’inizio pensavo fosse una pazzia, ma in realtà poi ho capito: il sole qui è veramente cocente e non ci sono piccoli angoli dove ripararsi. I thailandesi sono felici in una sola occasione: quando il cielo è nuvoloso. Le nuvole infatti, riescono a coprire i raggi penetranti del sole tropicale e ci si può godere con tranquillità la giornata.

Per raggiungere il tempio sulla collina passerete per l’ospedale degli elefanti: vista la mole di questi animali, le dimensioni di questo posto sono scontate!! Il tempio sulla collina, il Wat Phrathat Doi Suthep, fu costruito a Chiang Mai nel XIV secolo, è circondato da diversi “chedi” contenenti le ceneri dei governatori della città. Potrete accedere a questo tempio tramite 300 gradini, oppure utilizzando una piccola funicolare (io ho preferito i 300 gradini viste le abbuffate di questo viaggio!). Durante la mia vista erano in molti seduti a venerare Buddha e così sono entrata anche io: è stato bellissimo assistere a queste celebrazioni. Ognuno sa cosa deve fare, come deve muoversi, come rispettare questi luoghi sacri.

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Prima di avviarmi verso il centro delle orchidee (Bai Orchid and Butterfly Farm e pranzo), dove ho pranzato mi sono fermata alle cascate Huey Kaew. Il Bai Orchid and Butterfly Farm è veramente stupendo. Io non amo le orchidee, ma quelle coltivate qui sono fenomenali, hanno dei colori pazzeschi e gli operatori vi faranno vedere anche una dimostrazione pratica su come coltivare questi fiori per loro sacri. Il pranzo in questo centro è davvero ottimo: è presente un buffet con moltissime varietà di piatti e di dolci (tra cui la banana fritta).

Altre peculiarità locali sono sicuramente la lavorazione della seta e della ceramica presso il centro artigianale San Kamphaeng. Le donne che lavorano la seta mi sono piaciute un sacco e alla fine della spiegazione di questa importante lavorazione, potrete acquistare questa preziosissima stoffa. Nel negozio sono presenti metri e metri di seta di moltissimi colori e lavorazioni: io ho comprato della seta per una camicia e ne sono rimasta veramente soddisfatta!

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La giornata è stata veramente intensa così, per praticità, ho preferito cenare in hotel: non mi aspettavo grandi cose e invece mi sono dovuta ricredere. Erano presenti moltissimi tavoli in cui prendere tantissime varietà di cibo, anche se quello che ho preferito è stato il tavolo con la frutta. Devo dire che adoro la frutta thailandese: i sapori sono completamente diversi da quelli che trovate in Italia.

Giorno 8 – Chiang Mai – Chiang Rai 

E’ giunto il momento di dirigerci verso la provincia più a Nord della Thailandia: Chiang Rai. Anche questa mattina la sveglia suona presto e ad aspettarmi a Chiang Rai sono gli animali più amati dai thailandesi: gli elefanti.

La mattina mi sono recata presso The Elephant Training Center Chiang Dao. Qui ho fatto conoscenza con questi giganti, ho potuto vedere i loro rituali quotidiani, le loro abilità (tra cui disegnare!). Anche oggi ho vinto un’altra delle mie paure: sono salita sopra questi animali e a guardarli bene sembrano davvero innocui. I loro occhi mi trasmettevano tanta tristezza, quasi desolazione, un po come quella dei loro addestratori costretti a vivere nelle baracche di questo campo di addestramento. Restare seduta sopra la schiena di questo gigante non è stato facile, oscillavo in continuazione e la sua grazia nello scendere dal monte e gettarsi nel fiume non ha aiutato…è stata un’esperienza indimenticabile…farsi trasportare dagli elefanti nel Chiang Dao National Park, vedere la vegetazione, vederli mangiare e bere, coccolarli…sono animali davvero unici!

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Dopo aver pranzato in questo centro di addestramento mi sono recata al famosissimo Museo dell’Oppio di Chiang Rai, nella località di Ban Sop Ruak. In questo museo potrete vedere le origini di questa droga e le modalità per consumarla. Il luogo simbolo dell’oppio è infatti il Triangolo d’Oro, area di confine tra la Thailandia, il Myanmar e il Laos che utilizza anche il Mekong per commerciare questa droga. Dal triangolo d’Oro la vista è veramente bellissima. Verso il confine con il Laos, all’interno dell’area “di nessuno”, ossia quell’area non controllata dove tutto sembra essere concesso (purchè non la si raggiunga tramite il Mekong) si estendono anche i famosissimi casinò.

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Dopo aver cavalcato gli elefanti e aver visto lo spettacolo mozzafiato del Triangolo d’Oro avevo proprio bisogno di una doccia..arrivata a questo punto del viaggio le mie energie si stavano quasi esaurendo, così ho deciso di cenare in hotel..anche perché a Chiang Rai non c’è molto da fare la sera!

Giorno 8 – Chiang Rai – Lampang

La giornata di ritorno verso il centro della Thailandia inizia con la visita a un villaggio sperduto nella provincia di Chiang Rai: il villaggio della tribù Akha. Gli Akha sono originari della Cina e Tibet e sono migrati in Thailandia, così come in altri stati limitrofi, circa 2 secoli fa alla ricerca di terreni coltivabili che gli consentissero di vivere. L’impatto con questo villaggio è stato abbastanza forte: gli abitanti vivono in queste case senza porte, costruite con i pochi mezzi disponibili e l’interno si compone essenzialmente di una sola stanza dove dormono per terra. All’inizio del villaggio potrete trovare il mercato: le donne Akha generalmente vendono i frutti e le piante da loro coltivate o i loro ornamenti tradizionali. Vivono di cose molto semplici, a contatto diretto con la natura, con le intemperie, con gli animali.

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E’ giunto il momento di visitare uno dei templi più belli e moderni della Thailandia: il Wat Rong Khun, conosciuto come Tempio Bianco. Sono in molti i turisti che si recano a vedere questo tempio e io devo dire di aver avuto la “fortuna” di apprezzarlo sotto un diluvio che lasciava intravedere solo di tanto in tanto la bellezza di questa costruzione, iniziata nel 1997 e ancora da ultimare. Questo tempio è davvero stravagante, probabilmente per il fatto che si circonda di piccoli specchi presenti nell’intonaco che riflettono la luce. L’artista thai Chalermchai Kositpipat le ha davvero pensate tutte per simboleggiare la purezza del Buddha (il colore bianco) e la sua saggezza (data dagli specchi). La parte centrale del tempio è collegata tramite un piccolo ponte circondato da mani di anime in pena che stanno sprofondando negli inferi, volte a simboleggiare la strada per la felicità che sovrasta la tentazione, l’avidità e il desiderio. I due “naga” bianchi posti alla fine di questo cammino simboleggiano la porta del cielo, il raggiungimento della felicità. Se decidete di esplorare la Thailandia in lungo e in largo, non lasciatevi sfuggire questa tappa!

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Dopo un veloce pranzo a Chiang Rai, da LuLum, mi sono diretta verso il Wat Analayo Thippayaram, tempio situato su tre colline costruito per commemorare il re Rama IV per il 200 ° anniversario della dinastia di Rattanakosin. Nel tardo pomeriggio mi sono messa in cammino verso Lampang dove ho cenato in un moderno ristorantino thailandese al centro della città (Tuk Pak Thai Cuisine), pronta per prepararmi alle ultime tappe di questo bellissimo viaggio!

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Giorno 10 – Lampang – Suphan Buri

La giornata inizia con la visita al tempio Wat Phra That Lampang Luang, situato a circa 20 Km da Lampang. Questo tempio, interamente di legno, è stato costruito nel 1476 ed è uno dei più antichi della Thailandia. L’intero complesso è circondato da un muro di mattoni e l’ingresso al tempio principale avviene tramite una grande scala il cui arco è sormontato da uno splendido architrave in legno finemente intagliato e raffigurante teste di drago.

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Dopo 3 ore di strada circa sono arrivata a Kamphaeng Phet dove si trovano i resti delle cittadine costruite nei secoli precedenti. Questo complesso racchiude anche i templi Wat Phra Kaeo, il importante, il Wat Phra That, il principale chedi e Wat Phra che ospita una statua di un Buddha reclinato anche se in pessimo stato di conservazione. 

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Questa breve sosta mi ha dato le energie per percorrere altre 4 ore di strada circa: direzione Suphan Buri. Questa purtroppo è l’ultima notte qui in Thailandia. Giusto il tempo di cenare in hotel è arrivato il momento di sistemare le valigie facendo attenzione a riporre tutti i souvenir acquistati!

Giorno 11 – Suphan Buri – Aeroporto Bangkok 

Il mercato dei 100 anni di Suphan Buri è veramente incantevole. Gli edifici che si affacciano sul fiume sembrano dover crollare da un momento all’altro, è pienissimo di gente, così come di cibi tra i più svariati. Gli odori thailandesi si mischiano tutti insieme e formano un’armonia perfetta…è da questo posto che porterò con me gli odori della Thailandia.

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Questo è l’ultimo giorno del mio stupendo viaggio in questo Paese. Da Suphan Buri mi sono diretta verso l’aeroporto di Bangkok per prendere il volo di ritorno. Una volta salita su quell’aereo mi sono accorta di non avere più paura di volare, una volta arrivata a Venezia non ho più guardato le gondole con un certo timore..non temo neanche più gli elefanti. Quante cose che mi hai insegnato Thailandia, e tu, Wood, mia dolce guida, grazie per aver fatto vedere ai miei occhi le bellezze del tuo Paese, grazie per avermi insegnato la vostra cultura, grazie per le abbuffate di cibo Thai, introvabile in Italia. Thailandia, luogo di grande sentimento e spiritualità, grazie per avermi insegnato a dare importanza ad ogni singola parola, grazie per avermi insegnato il rispetto verso la tua cultura così diversa dalla mia e per avermi fatta crescere in così poco tempo.

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