Motomondiale che passione!

Il motomondiale è, da sempre, una mia grande passione. Non mi perdo una gara, per nessuna ragione al mondo, e gli appuntamenti fissi di ogni anno sono le gare del Mugello, Catalunya e Misano Adriatico. In questa pagina potrete trovare alcune indicazioni utili su come organizzarvi per questi  imperdibili appuntamenti!

Misano World Circuit Marco Simoncelli – terra di motori 

Il Misano World Circuit Marco Simoncelli è stato progettato nel 1969 e si trova in uno dei territori con una maggiore cultura e passione per i motori: la Romagna! Questo autodromo, dal 2012, è stato dedicato allo splendido Sic (Marco Simoncelli), scomparso a Sepang il 23 Ottobre 2011. Oggi l’autodromo dispone di 5 piste, una delle quali usata per le gare del moto mondiale. 

A Misano l’atmosfera che si respira la sera prima della gara è davvero magica grazie agli eventi organizzati in centro. A Misano Adriatico è difficile trovare degli hotel “decenti” quindi se avete intenzione di passare i tre giorni del motomondiale in questa cittadina preparatevi: un 3 stelle vi offrirà i servizi di un 2 stelle scarso! Non avendo ancora la moto, generalmente utilizzo la macchina per andare al circuito, ma Misano Adriatico dispone di una stazione ferroviaria molto comoda al centro e, in occasione delle gare, sarà messo a disposizione dei tifosi un bus che dalla città vi condurrà direttamente all’autodromo. 

A Misano Adriatico adoro il Prato 1 perché è il punto della pista con maggiore visibilità..certo, non è comodo come stare in tribuna, ma in Italia i biglietti sono parecchio costosi (solo la domenica in prato vi costa 90€). Il biglietto per il Prato 1 comprende anche l’accesso al Prato 2 (circa 15 minuti a piedi). Prima di iscrivermi al FanClub ufficiale di Marc Marquez acquistavo i biglietti sul comodissimo sito di TicketOne tra gennaio/febbraio (al massimo) al fine di godere di un piccolissimo sconto. 

Come in ogni autodromo, anche a Misano troverete i food track dove potrete comprare dei buonissimi hot-dog o festeggiare la vittoria sorseggiando della birra alla fine della gara! E se, come me, ogni anno è buono per acquistare un gadget, qui a Misano avrete una varietà abbastanza elevata di shop delle diverse scuderie o piloti. 

Mugello International Circuit – Mugiallo

L’autodromo del Mugello, generalmente chiamato “Mugiallo”, nasce nel 1914 e consente agli appassionati di dormire all’interno del circuito per i 3 giorni del motomondiale. E’ proprio questa sua caratteristica che rende l’atmosfera completamente diversa da quella di Misano Adriatico: qui si vive letteralmente tra i canarini (tifosi di VR46) e le loro birre che generosamente lasciano lungo la strada. Al Mugello c’è sempre un grande caos e, se come me scegliete il prato, dovrete essere fortunati a trovare un punto poco “affollato” dalle migliaia di tende da campeggio. E se oserete anche solo indossare una maglia diversa da quella dell’idolo incontrastato di questa terra (Valentino Rossi), allora sarete spacciati: gli insulti partiranno fin dal parcheggio!

Al Mugello dovrete andare necessariamente con i vostri mezzi (vi consiglio la moto): questo circuito si inserisce tra le colline toscane e sono presenti moltissimi parcheggi che vi consentiranno di pagare un prezzo di “favore” per i 3 giorni (ma senza posto assicurato). Per evitare il traffico mattutino ho scelto di soggiornare a Prato, al Podere La Rondine, che dista circa 30 minuti di auto dal circuito. Devo dire che la scelta è stata perfetta, anche la domenica, il giorno della gara! Una volta arrivata al circuito ho parcheggiato poco distante dall’ingresso dell’autodromo, ma il ritorno è stato tragico: sono rimasta bloccata più di 4 ore in parcheggio.

Circuit de Catalunya – esiste ancora la sportività

Il Circuito di Catalunya, situato a Montmelò e inaugurato nel 1992, si trova a 20 chilometri da Barcellona ed è facilmente raggiungibile in treno o in autobus da Passeig de Gracia (Barcellona). Proprio grazie agli eccellenti mezzi pubblici spagnoli, vi consiglio di soggiornare a Barcellona (io ho dormito presso l’Hotel Experia Ramblas) e facevo la “pendolare” ogni giorno tra la città e il circuito (circa 1 ora in totale).

La prima volta che sono stata a vedere la competizione mondiale in questo circuito era il 2016, anno nel quale durante le qualifiche del sabato ha perso la vita Luis Salom. Nonostante questa immensa perdita, la sua famiglia ha deciso che quella domenica le 3 gare mondiali si sarebbero comunque disputate. Quell’anno mi avevano regalato i biglietti in Tribuna A (89 euro di 3 giorni, prezzi assolutamente concorrenziali rispetto a quelli italiani), con vista sul rettilineo e su buona parte della parte sinistra del tracciato.

L’atmosfera qui a Barcellona è completamente diversa da quella delle gare italiane. Tutto è organizzato nei minimi dettagli, non ho mai fatto code (a differenza del Mugello dove ho impiegato almeno 1 ora per uscire dal circuito), le indicazioni per orientarsi nei vari accessi sono molto chiare, tutto è pulito (compresi i bagni) e c’è un rispetto assoluto per tutti i tifosi. Come sempre, anche a Barcellona, mi sono agghindata con i gadget di Marc Marquez a mia disposizione e, stranamente (com’è giusto che sia) nessuno ha osato insultarmi (e vi posso assicurare che c’erano moltissimi canarini).

Una volta scesi i piloti in pista l’aria diventa magica: il vociare della tribuna giunge al termine e sono tutti concentratissimi a guardare ogni singolo pilota. Ognuno sembra avere la sua importanza e questo per me è stato davvero sconvolgente. In Italia tutti prestano attenzione ad un solo pilota, dimenticandosi che anche gli altri meritano di essere osservati anche solo per il coraggio di sfrecciare a 300 Km/h su una moto. La domenica della gara questo circuito mi ha stupita ancora: in Italia siamo abituati a vedere le tribune e i prati affollarsi solo durante la gara di MotoGP, dimenticandoci che in Moto3 e Moto2 ci sono le nuove promesse e i prossimi avversari dei piloti di MotoGP. Qui a Barcellona invece, tutto sembra essere importante e quando un avversario cade, magicamente tutte le persone si fermano un istante ad applaudire, a congratularsi comunque con il pilota per la gara disputata fino a quel momento. Barcellona è davvero incredibile, almeno una volta nella vita bisogna provare l’emozione della sportività!

Lo spettacolo del podio in Italia

Uno dei miei momenti preferiti delle gare è la premiazione. Gli addetti alla sicurezza sono pronti ad aprire i cancelli, certi di veder correre chi non vede l’ora di camminare dove pochi istanti prima ha gareggiato il suo idolo, desiderosi di respirare l’aria di festa sotto al palco. Questi momenti sono davvero unici anche se, per chi come me, non partecipa al binomio tradizionalista italiano (VR46 + Ducati) verrà aggredito da una serie di insulti e fischi che vi sembreranno non avere mai fine. Purtroppo anche il mondo dei motori sta diventando “ignorante” come quello del calcio, la sportività spesso viene lasciata a casa, agli applausi si sostituiscono i fischi, anche di fronte a tanta bravura. In fondo, anche l’ultimo arrivato merita di ricevere un applauso e ognuno di noi dovrebbe essere libero di tifare, anche in modo piuttosto colorato e passionale, il proprio idolo senza dover necessariamente essere messo alla gogna da un intero autodromo.

Ma le gare oggi sono anche queste e, nonostante gli insulti e i fischi che di anno in anno si fanno sempre più dominanti, mai nessuno mi fermerà dall’aspettare l’apertura dei cancelli del Prato 1 di Misano Adriatico, correre, saltare le barriere di copertoni verdi, cadere e rialzarmi e, finalmente, arrivare sotto il podio a sostenere uno dei più grandi campioni mondiali di sempre!

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